Lettera aperta

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Alla c.a.
del Vescovo Giovanni Ricchiuti
del Vescovo Salvatore Ligorio
di tutti i Parroci di Altamura, Gravina e Matera
ALLA STAMPA

Gentili Vescovi, gentili Parroci,
la Rete appulo-lucana SALVA L'ACQUA riunisce comitati, gruppi e associazioni di cittadini attivi di Puglia e Basilicata che hanno tutti a cuore il diritto all'Acqua potabile e la salvaguardia del Bene Comune per eccellenza: l'ACQUA.
La Rete è nata ad aprile 2014 in seguito alla diffusione di preoccupanti notizie diffuse da alcuni mezzi di informazioni e da diversi comitati lucani. Tali informazioni, supportate da studi scientifici (anche della stessa ARPAB) evidenziano come il lago sia già occasionalmente soggetto a picchi di inquinamento; comunque appare evidente che, in assenza di azioni rivolte a ridurre la pressione antropica (soprattutto per le estrazioni petrolifere) lo stato ecologico dell’invaso sia destinato a peggiorare e, potenzialmente, ad oltrepassare la soglia critica.

In particolare sono motivo di forte allarme gli ultimi provvedimenti normativi (legge c.d. Sblocca Italia) prefigurano un raddoppio delle estrazioni petrolifere in Basilicata e di conseguenza i pericoli sono destinati ad aumentare mettendo a serio rischio il DIRITTO ALL'ACQUA POTABILE con conseguente danno per tutta la catena alimentare, dall'agricoltura, all'allevamento, al turismo e alla vita in generale.
Potrebbe facilmente ripetersi ciò che è avvenuto in Texas qualche decennio fa ossia la trasformazione definitiva di questo territorio in un deserto inservibile, una nuova terra dei fuochi.
Ci rendiamo conto che queste affermazioni possono apparire apocalittiche ma dati scientifici e la storia di altri siti non lasciano ben sperare.
Il decreto sbocca-italia, recentemente convertito in legge, non consente più agli enti locali di invocare il principio di precauzione che consentiva ai comuni di impedire lo scempio. Le istanze per la ricerca di idrocarburi, poi, sono aumentate vertiginosamente in quanto diverse multinazionali senza scrupoli si sono gettate nell'affare.
Dall'altra parte sono tanti i movimenti e le associazioni che cercano di opporsi a questa operazione il cui risultato sarebbe l'ulteriore impoverimento del territorio.
I vescovi di Molise e Abruzzo (Bregantini e Valentinetti) hanno redatto un documento in cui si dicono molto preoccupati per le conseguenze delle estrazioni nell'Adriatico.
Non possono suscitare meno allarme le estrazioni fatte nel territorio dove insistono falde acquifere che forniscono acqua potabile a 3 regioni!!
Il clima di ignavia così largamente diffuso rende difficile il coinvolgimento e l'impegno anche su un tema così grave.
Siamo convinti che i temi della pace e della difesa del creato siano a pieno titolo temi spirituali e religiosi come ci insegnano tanti Profeti e Testimoni cristiani, da san Francesco a don Tonino Bello. “Risvegliare” le coscienze e stimolare l’assunzione di responsabilità individuale e collettiva, è necessario in un momento in cui il diritto all'acqua potabile è messo a serio rischio dalle trivelle petrolifere.
Vi invitiamo, dunque, a promuovere momenti di informazione e presa di coscienza nelle Vs. parrocchie.
L’autunno appena iniziato vedrà partire in Puglia e in Basilicata una straordinaria mobilitazione con una campagna di sensibilizzazione sul tema della salvaguardia del DIRITTO ALL’ACQUA POTABILE a partire da una

Ciclopasseggiata SALVA-L'ACQUA dal petrolio
prevista per il 23 novembre 2014 Ore 9,00
con PARTENZA da ALTAMURA (p.zza Zanardelli) e
da MATERA (Stazione Villa Longo) e
e ARRIVO al piazzale del centro commerciale di Borgo Venusio.
La Rete appulo-lucana SALVA l'ACQUA si rende disponibile a partecipare ai momenti di confronto che vorrete promuovere nelle Vs. comunità parrocchiali.
Sicuri che la tutela dell'ACQUA (e dunque della VITA) incontri la Vostra sensibilità porgiamo
saluti di Pace.

Rete appulo-lucana
SALVA L'ACQUA